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Emotions
"....erano gli anni '50, in quel tempo la città di Palermo, crescendo a ritmi incalzanti "invase  la nostra tenuta di san Lorenzo ai Colli. Furono distrutti decine di ettari di oliveti ed agrumeti per fare posto a "freddi giganti di cemento". La tenuta ospitava uno splendido ulivo saraceno millenario che per la sua eleganza era diventato il logo di un nostro prodotto (olio di oliva delicato). Quando abbatterono quell'albero, mio nonno Manfredi, uomo tutto d'un pezzo e poco incline ai sentimentalismi, pianse per una settimana. Per lui quell'ulivo rappresentava il decimo figlio e vederlo morire in quel modo fu motivo di profondo dolore.
Questo evento segnò i ricordi e la sensibilità di mio padre Renzo a tal punto che alcuni anni dopo scrisse questa meravigliosa poesia"

 

 

 

albero 

MORTE DI UN ULIVO SARACENO

Vennero in tre, tre boia innocenti.
Nascosero i denti in un rigo di labbra,
sgualciron la fronte, i pugni sui fianchi,
con l'aria già stanca al solo guardare.
"Che bestia quel saraceno!" disse uno di loro.
"Ci vorrà del sudore per strapparlo alla madre,
per farlo morire.
Gli ulivi, seppur saraceni sono come i cristiani:
più forti, più sani,
più sono cresciuti e più alla madre sono legati ...
"Il secolare, sereno ulivo,
vecchio bambino del sole,
guardò le tre voci di morte
continuando a stringere forte i fiori appena sbocciati,
le foglie ed i sogni di una prossima estate.
Ed ecco il boia s'avvolge nel manto di un gesto,
alzando a sfiorare le fronde l'arma,
che resta un istante indecisa.

Perché gl'istanti della mia adolescenza
non hanno rotto le dighe del pianto,
per fermare il fratello omicida?
Ed ora, quel Gesù, doveva morire,
venduto agli infedeli del cemento.
Ed era il momento:
un violino nell'aria, un tamburo nel fianco!
Un violino nell'aria, un tamburo nel fianco!
ed ancora un violino,
ed ancora un tamburo,
per la morte di un Cristo,
sino al triste reclino del capo.
Ed il vento, che per secoli andati,
l'aveva ogni giorno svegliato,
fu questa volta destato
dall'estremo frusciare del grido:
"Padre, perché m'hai lasciato!?"

 

matri_terra

MATRI TERRA

Guarda 'sta terra: ...rossa!
Guarda 'sti munti: ... rossi!
Guarda 'sti ciuri: ... rossi!

È tuttu sangu miu!
è tuttu sangu miu,
misu 'nta terra mia.

Guarda 'sti tronchi: alivi,
torti pi lu duluri;
guarda 'sti rocci nudi,
nudi, d'in faccia a Diu!

È lu duluri miu!
è lu duluri miu,
misu 'nta terra mia.

Guarda lu ficudinnia!
è duci, sutta 'a spina
e pari ca campa lisciu,...
ma sutta, sutta 'a rina,
cerca 'na guccia d'acqua!

Comu la vita mia!



MADRE TERRA

Guarda questa terra... rossa!
Guarda questi monti... rossi!
Guarda questi fiori... rossi!

È tutto sangue mio!
è tutto sangue mio,
messo nella terra mia.

Guarda questi tronchi d'olivo,
contorti per il dolore;
guarda queste rocce nude,
nude in faccia a Dio!

È il dolore mio!
è il dolore mio,
messo nella terra mia.

Guarda il ficodindia!
È dolce sotto la spina
e sembra che viva "liscio"
ma sotto, sotto terra,
cerca una goccia d'acqua!

Come la vita mia!

 Renzo Barbera

 

 Renzo Barbera

 

omu_sali 

L'OMU DI SALI

Sali, poi sali e poi sali.
E sulu muntagni di sali!
Pinsari, pi' ogni palata,
quanti spaghetti cunnisci
la genti 'nt'o munnu, ch'è nata
luntanu di Trapani mia!
Sali, poi sali e poi sali!
Di piccioli... un pizzicu sulu
e 'nveci, di sali... palate!
Haiu l'occhi abbruciati du sali,
li manu serrati du sali,
e puru 'u suduri è di sali!
E diri, ca 'u mari putissi
Nun darimi sali, ma pisci,
... magari salatu!...
E inveci, di mia s'à scurdatu!
E restu, tra 'u suli e lu sali,
sugnannu muntagli di nivi,
sugnannu... e poi lu sciroccu,
ti squagghia la nivi 'nta faccia
e pari ca fussi... suduri
di nivi, ca scinni, ca scinni,...
arriva cca sutta e poi?... sali
e sali, muntagli di sali...
Chi vita scipita 'nt'o sali!!

 

L'UOMO DI SALE

Sale, poi sale e poi sale,
e solo montagne di sale!
Pensare, per ogni palata,
quanti spaghetti condisce
la gente nel mondo, che è nata
lontano da Trapani mia!
Sale, poi sale e poi sale!
Di soldi... un pizzico solo
e invece, di sale... palate!
Ho gli occhi bruciati dal sale,
le mani segate dal sale,
e anche il sudore è di sale!
E dire che il mare potrebbe
non darmi sale, ma pesce,
... magari salato!...
E invece di me s'è scordato!
E resto tra il sole ed il sale,
sognando montagne di neve,
sognando... e poi lo scirocco
ti squaglia la neve nel volto
e pare che sia... sudore
di neve, che scende, che scende...
arriva qua sotto e poi... sale
e sale, montagne di sale!
Che vita scipita nel sale!

 
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